domenica 13 marzo 2016

Forgot.


Ma a chi importa davvero? Lo dico io a chi importa: a nessuno.

Se ti fa sentire meglio te lo dico: i medici mi hanno riferito che nessuno è venuto a trovarmi.

E ci si credeva Dio quando in realtà si era solo uno scarafaggio. Uno di quelli piccoli, annidati sotto alle crepe dei marciapiedi della metropoli.
Un cellulare vuoto, nessun messaggio. Sono scomparsa e questo è il risultato: nessun messaggio. Nulla. Nell'oblio sono sprofondata assieme a tutto il mio essere con nessuno a ricordarsi di nulla se non le infermiere quando dovevano cambiarmi questo o quel tubo.
Il mondo scorre il mondo continua a farlo e io ci sono tornata a salire a bordo senza che nessuno mi chiedesse il permesso di ributtarmici.
Il risultato è dover rimparate tutto.
A vivere.
A respirare.
Pure camminare fa male.
O mangiare.
Riprendere da zero conoscendo il proprio essere zero.
Per tutti pare essere stato tanto facile, magari provare non costa davvero nulla... magari è solo questione di giorni.
Guardarsi allo specchio e non riconoscersi. Respirare e sentire l'amaro del fiele sul fondo della lingua. Vedersi da un'altra prospettiva, da un'altra luce. Il gioco sembra semplice, ne parlano sempre tutti.
Ma hanno dimenticato una cosa.
Non c'è nessun libretto delle istruzioni nella mia scatola.